Al tempo di Guglielmo il Buono (1166-1189) figurano nella nostra Regione un centinaio di baroni, ed è giusto presumere che ognuno di questi fosse proprietario di una dimora e quindi di un Castello.
Più che un Castello, quello di Ugento può definirsi per la sua originale struttura una “dimora-fortezza”, sia a causa delle sue massicce mura, sia ancora per la sua formazione plani
metrica.
Alcuni storici ne fanno risalire l’origine, per la rozzezza delle sue linee e per la robustezza delle sue mura, addirittura al periodo romano, mentre il piano superiore, e quindi il suo completamento a mò di Castello, al periodo normanno. Notizie certe , comunque, non se ne hanno, e qualsiasi supposizione è quindi arbitraria.

Nel 1537 in seguito alla occupazione della città, il Castello rimase gravemente danneggiato, avendo riportato la completa distruzione di due Torri e di buona parte dell’ala occidentale, sia del pi
ano terreno che del primo piano.
Il conte Vincenzo Pandone nel
1564 riprese nel migliore dei modi a riedificarlo.
In data più recente, precisamente nel 1700, la casata dei marchesi d’Amore, che lo possedette ininterrottamente dal 1643 sino ad oggi, edificò alcuni locali al primo piano, ritoccando anche lo stesso ingresso interno limitatamente al Portale.
Quello che noi oggi possiamo ammirare è solamente una parte di quello che fu per secoli una fortezza inespugnabile, deturpata da illogiche costruzioni e adattamenti eseguiti sconsideratamente dal 1537 in poi.
FRANCESCO CORVAGLIA già sindaco di Ugento Autore del libro “Ugento e il suo territorio”






