Nella seconda metà del mese di Dicembre 2025 abbiamo denunciato la comparsa di una vistosa e inedita macchia all’interno della Cappella della Madonna dell’Alto sulla serra Calaturo, che lambiva quasi le immagini dei preziosi affreschi custoditi da secoli nello stesso luogo sacro.
Abbiamo subito documentato e avvisato l’attuale parroco di Felline, Don Luca Grande, che si è immediatamente adoperato per avvisare il Direttore dei lavori e la Diocesi di Nardò.

Ne è scaturito un sopralluogo sul posto da parte dei responsabili dell’esecuzione dei lavori e di un tecnico della Soprintendenza di Lecce.
Hanno fatto i dovuti controlli dai quali è venuta fuori una RELAZIONE TECNICA, chiamiamola così, che – da notizie che mi sono arrivate nella giornata di ieri – concluderebbe escludendo l’ipotesi dell’umidità proveniente dal tetto a causa di infiltrazioni. Si tratterebbe invece di “umidità” o condensa dovuta all’assorbimento di acqua piovana durante l’esecuzione dei lavori, destinata a scomparire con la nuova bella stagione.

Detto tutto ciò e per rispondere alle tante sollecitazioni che mi sono pervenute in questi giorni da FELLINE e soprattutto da MELISSANO, direttamente o tramite facebook o Wp, mi preme puntualizzare quanto segue:

A) Il primo responsabile della tutela della Chiesetta dell’Alto è l’attuale parroco di Felline, Don Luca Grande;
B) Nessuno può intervenire di propria iniziativa per stendere teloni o mettere riparo alle ipotetiche infiltrazioni dal tetto, perché rischierebbe una denuncia;
C) Prima di pensare alla costituzione di “Comitati” o di procedere alla raccolta firme o quant’altro, accertiamoci bene di come stanno le cose con i diretti responsabili. Per quanto mi riguarda ho già fissato un appuntamento con Don Luca.

D) Siccome gli esperti dell’intervento non sono certo degli sprovveduti, così come non sono degli ignoranti né semplicemente dei piromani quanti la pensano diversamente da loro (cioè tutti noi), se la tesi degli esperti fosse quella che – usando il condizionale – ho sopra riportato, le cose si complicherebbero, perché dovremmo attendere 5-7-8 mesi per poter verificare la fondatezza delle loro ipotesi. E le cose andrebbero a complicarsi ancor di più se quella Relazione risultasse firmata anche dai responsabili della Soprintendenza. Cosa che mi sono proposto di verificare domani.
E) Circolano delle voci in paese – la cui fonte, peraltro, abbiamo già individuato – secondo cui la situazione sarebbe già oggi di molto migliorata rispetto a dicembre.
Così, nella giornata di ieri 24 gennaio, insieme ad alcuni amici abbiamo aggiornato con le foto pubblicate in questo servizio il quadro della situazione, all’interno e all’esterno della chiesetta. Dal confronto con le prime immagini di dicembre 2025 ognuno tragga le sue valutazioni.
p.s. Le foto senza data sono di ieri, 24 gennaio 2026.
GIULIANO CIRIOLO
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