La Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (art.1 commi 82-101) ha introdotto la Rottamazione-quinquies per i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione fino al 31 dicembre 2023. (imposte dirette, indirette, debiti previdenziali…).
Ma c’è un aspetto molto importante: la stessa legge allo stesso articolo 1 (commi 102-110) consente anche ai Comuni di approvare una propria definizione agevolata per i tributi locali !!
In parole semplici: il Comune può permettere ai cittadini di mettersi in regola pagando il tributo dovuto, senza sanzioni e con interessi ridotti o azzerati, prevedendo anche una rateizzazione sostenibile.
Una scelta politica, ma con responsabilità.
Offrire questa possibilità significa dare una seconda occasione a famiglie e imprese che hanno attraversato anni difficili. Non è un “condono”: il tributo va pagato ! È un modo per togliere il peso delle penalità e favorire il rientro spontaneo.
Ma attenzione: non basta volerlo. L’Ente tuttavia deve fare prima alcune verifiche fondamentali.
Cosa deve fare quindi il Comune prima di approvarla?
Verificare l’impatto sul bilancio.
Deve calcolare quanto incassa togliendo sanzioni e interessi e assicurarsi di non creare squilibri.
Valutare i residui attivi.
Occorre capire quali crediti sono realisticamente recuperabili e quali no.
Controllare il Fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE).
La misura non deve compromettere la solidità finanziaria dell’ente.
Approvare un regolamento in Consiglio Comunale
La Giunta può dare l’indirizzo politico, ma solo il Consiglio può istituire formalmente la definizione agevolata.
Stabilire regole chiare
Chi può aderire, per quali anni, quante rate, cosa succede se non si paga una rata.
Equilibrio tra equità e sostenibilità
Una buona amministrazione deve tenere insieme due principi:
Equità verso chi è in difficoltà
Responsabilità verso i conti pubblici
Se ben costruita, la definizione agevolata può aumentare il recupero dei tributi e allo stesso tempo ridurre il contenzioso e i costi di riscossione.
Non si tratta di “regalare” entrate, ma di trasformare crediti spesso difficili da incassare in pagamenti concreti.
La vera sfida non è solo applicare la legge. È farlo con equilibrio, trasparenza e senso di comunità.
Pagare il dovuto è un dovere.
Mettere i cittadini nelle condizioni di farlo è una responsabilità delle istituzioni.
Per attivare la misura per il Comune occorre:
Delibera di indirizzo della Giunta
Predisposizione del regolamento da parte degli uffici tributi/finanziari
Approvazione del Consiglio Comunale
Pubblicazione e apertura dei termini per l’adesione
Si tratta di uno strumento importante, che può favorire il recupero del gettito e offrire ai contribuenti in difficoltà un percorso di regolarizzazione, nel rispetto degli equilibri di bilancio.
Quali entrate possono rientrare? In via esemplificativa:
• IMU
• TARI
• Canone unico patrimoniale
• Imposta di soggiorno se prevista
• Entrate patrimoniali
Prima della delibera consiliare, il responsabile finanziario deve:
stimare l’ammontare dei crediti potenzialmente oggetto di definizione;
quantificare la rinuncia a sanzioni e interessi;
simulare diversi scenari di adesione (prudente, intermedio, ottimistico);
verificare la compatibilità con gli equilibri di bilancio ex art. 193 TUEL;
valutare eventuali variazioni al bilancio di previsione;
verificare l’impatto sul risultato di amministrazione.
Il Consiglio deve deliberare sulla base di un’istruttoria tecnico-contabile completa.
Infine ricordo che oltre ai Comuni, anche le Regioni ed altri Enti Locali possono disciplinare con proprio atto la definizione agevolata delle entrate tributarie e patrimoniali di competenza, con riduzione o esclusione di sanzioni e interessi.
MASSIMO LEGITTIMO
Dottore Commercialista e Revisore dei Conti
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