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INTRODUZIONE
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L’esperienza e la “carriera” politico-amministrativa di ALESSIO DE VITIS inizia nel 2016, quando Renato RIZZO lo invitò a far parte della sua Lista civica denominata“Progetto Città”.
Il 5 giugno del 2016 ad Alliste si svolsero infatti nuove Elezioni comunali, dopo 10 anni di Amministrazioni guidate da Antonio Ermenegildo RENNA.
“Progetto Città” prevalse nettamente sulla seconda lista – L’ANCORA – del candidato sindaco Claudio LIVIELLO.
Alessio DE VITIS risultò il primo dei non eletti, ma entrò in un secondo momento in Consiglio Comunale, tra i banchi della maggioranza, quando i rapporti tra il sindaco Rizzo e il suo vice A. E. RENNA si deteriorarono e portarono lo stesso Renna alle dimissioni irrevocabili da ogni incarico di Giunta e da consigliere comunale.
Ma dopo appena quattro mesi dalla surroga, per incompatibilità di visioni politiche e del “modo di procedere” del nuovo sindaco, Alessio De Vitis, nonostante la concessione di importanti deleghe da parte di Rizzo, lasciò la maggioranza per unirsi ai quattro consiglieri di opposizione (Claudio Liviello, Marcello Cazzato, Emanuele Stamerra e Alfredo Stamerra).

Da questo momento, dunque, De Vitis inizia a manifestare una sua “individualità” politica, una sua strategia di lungo percorso che lo porterà a formare e guidare nel 2020 un MOVIMENTO di giovani in paese, molto attivo sul piano delle iniziative anche di carattere sociale, destinato a divenire presto nuovo “punto di riferimento” nel panorama politico locale.
Nelle Elezioni comunali del 2021-2026, infatti, questo Movimento diete vita a una propria Lista – “COLORIAMO ALLISTE E FELLINE” – con ALESSIO DE VITIS CANDIDATO SINDACO !!
Ma i risultati di quella tornata amministrativa confermarono per la seconda volta sindaco del Comune il geometra Renato Rizzo, che prevalse, dunque, sui suoi due avversari A.E. Renna (Lista “Città Unica”) e lo stesso A. De Vitis (Lista “Coloriamo…”).
Siamo arrivati, così, con qualche ulteriore travaglio, ai nostri giorni.
(G. C.)
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L’INTERVISTA
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Dr. De Vitis, nelle scorse elezioni amministrative del 2021 lei guidava un Movimento politico dal quale venne fuori, con ottimo risultato elettorale, la lista “Coloriamo Alliste e Felline”. Quel Movimento vantava la più forte presenza giovanile e rappresentava in quel momento la vera e forse l’unica novità nella vita politica del paese. Ora quel ciclo sembra chiuso, il Movimento è scomparso così come la sua capacità propulsiva all’interno della società. Da cosa dipende tutto ciò? Quali errori pensa siano stati fatti?

Inizierei con un celebre detto tradizionale: solo chi fa sbaglia!
Gli errori sono l’unico fattore di crescita sul campo di ogni essere umano. Riguardo a Coloriamo Alliste e Felline, a nome della quale ringrazio per le belle parole nella domanda, ritengo che di errori ne siano stati fatti pochi.
Certamente un errore non può essere aver fatto scomparire “Coloriamo Alliste e Felline”, magari errore è pensare che sia scomparso.
In questi giorni, nel fermento di alcune iniziative che portiamo avanti, presenteremo le nuove “energie” che hanno aderito al progetto con passione e convinzione, e abbiamo intenzione di aprire una sede non appena ne troveremo una che si confà ai nostri scopi, che sarà luogo di confronto, pluralità, ascolto e presa in carico delle istanze dei cittadini.
Del resto siamo anche in Consiglio Comunale molto attivi attraverso proposte, interrogazioni e con gli strumenti che sono consentiti ad un’opposizione.
Chi dice che sia un movimento scomparso non partecipa spesso ai Consigli Comunali.
Comprensibile, infatti per ovviare alla impossibilità di molti di parteciparvi ma ritenendo fondamentale documentare le sedute di Consiglio, proprio “Coloriamo Alliste e Felline” ha proposto di attivare gli streaming. La proposta, peraltro, è stata votata a maggioranza dal Consiglio! Certamente, però, se lo strumento non viene attivato, va chiesto alla maggioranza perché non viene attivato, essendo anche a costo zero per le casse comunali. E questa è solo una delle tante proposte di Coloriamo, frutto proprio della coralità che ci ha contraddistinto dal primo giorno.
In quali battaglie si è distinto il suo Gruppo in questi quattro anni dai banchi dell’opposizione?
Penso alla mensa, in primis. Non perché non ci siano altri temi fondamentali, ma perché è vergognoso che i nostri bambini non abbiano un servizio mensa decente. Dobbiamo capire che non si può lesinare sul futuro della nostra società, il diritto dei bambini a frequentare spazi sani in cui crescere è inviolabile. Ecco, noi lo abbiamo violato. Lo trovo inaccettabile.
Di certo non è stata l’unica, penso alla recente richiesta di ripristino dell’igiene, della sicurezza e del decoro nel cimitero comunale, alla annosa questione dell’ECOCENTRO, alle continue richieste di ripristino del decoro urbano, della sicurezza degli spazi comuni, ai servizi essenziali a Felline, ma sicuramente quella che riguarda la mensa e quindi i nostri bambini è stata una battaglia di civiltà che rivendico.
Un’altra battaglia di civiltà è quella che riguarda la vicenda oscura delle assunzioni, con una sentenza del TAR che accoglie il ricorso di tre persone che avevano vinto un concorso che per il Comune non aveva più valore poiché non ritenevano più di avere bisogno di tre unità: il Tar ha accolto il ricorso per “Violazione di legge. Eccesso di potere per travisamento ed erronea valutazione dei presupposti in fatto ed in diritto. Eccesso di potere per carenza ed illogicità di motivazione”.
Delle due l’una: o il Comune modifica i fabbisogni a piacimento, ipotesi impercorribile perché siamo tutti a conoscenza della carenza di personale, o davvero la situazione economica dell’Ente è al collasso, ipotesi più probabile ma certamente drammatica e specchio delle politiche catastrofiche di chi ci amministra.
Infine, sempre in tema di battaglie di civiltà, penso al grande interesse che si sta creando intorno alla nostra raccolta firme per un Parco Giochi, che sia inclusivo.
Alliste, che dovrebbe puntare tutto sulla sua vocazione turistica, non ha un luogo adatto a famiglie e bambini.
Noi vorremmo, anzi vogliamo, rendere Alliste una città a misura di famiglie, a misura di chi ha esigenze speciali, a misura di tutti. Una città che accolga e non respinga, una città che includa e non escluda.
Mentre qualcuno ci propina di stare lavorando alle altezze, noi pensiamo alle basi che, purtroppo, ancora mancano.
A Febbraio 2023 l’Amministrazione comunicava ai cittadini la propria felicità “per l’inizio lavori sulla PIAZZETTA di CAPILUNGO, compreso anche il largo Chiesa Madonna della Luce”. Per la verità, tante polemiche ha sollevato e continua a sollevare questo progetto, e sono in tanti a rimpiangere l’originaria “sistemazione” rispetto a quella attuale. Qual è il suo giudizio sull’intera vicenda?

Il mio giudizio è una considerazione molto banale: il Progetto non è conforme a quello finanziato! Pertanto credo innanzitutto che questo possa portare alla restituzione dell’importo in fase di rendicontazione, parliamo di circa 800.000€ che graverebbero sulle già provate casse comunali.
Nel merito del progetto, credo che sia folle fare una zona pedonale da destinare agli eventi senza pensare ad automobilisti e mezzi pesanti: a nessuno è chiaro il giro che dovranno fare, non c’è un’alternativa valida per loro. A questo aggiungiamoci che tutta l’area ad oggi è ancora un cantiere e siamo a giugno…!!
Sin dalla prima amministrazione Rizzo abbiamo sollecitato il sindaco e la sua Giunta a convocare i “proprietari privati” del CASTELLO di FELLINE per costringerli a fare una scelta: vendere in buon accordo la loro parte al Comune oppure accettare/subire l’esproprio forzato per pubblica utilità. Dopo circa 10 anni siamo al punto zero! MAI convocata e sentita la parte privata! Così il Castello rimane nella gran parte inaccessibile, abbandonato e avvolto dal degrado. Al posto di Rizzo lei come avrebbe affrontato il problema della “proprietà” del nostro Castello baronale?

Riguardo al Castello, come in tutte le cose, serve buonsenso.
Non credo che un aut aut ai proprietari, ad esempio, sia una iniziativa di buonsenso. Peraltro l’esproprio forzato, in considerazione del fatto che in provincia castelli e beni architettonici di grande rilevanza sono proprietà privata, mi sembra una via impercorribile e bizzarra, per usare un eufemismo.
Parto da un presupposto: a Felline l’intero centro storico ha bisogno di una politica di recupero seria e concreta. Felline potrebbe essere un piccolo gioiello in cui il Castello è parte di qualcosa di più grande, come incastonato. Ma se qualcuno indica la luna, la nostra classe politica guarda il dito.
Pertanto i nostri sforzi ad oggi si limitano ad intercettare un finanziamento per realizzare a Felline una biblioteca comunale, mentre ad Alliste la biblioteca comunale è chiusa!!
Avremmo dovuto per tempo partecipare a bandi per il recupero del bene e proporre ai privati di concedere la loro parte di Castello in gestione al Comune.
Sarebbe stata una vittoria per tutti: per i privati, che avrebbero ottenuto la ristrutturazione e si sarebbero visti garantire la gestione con relative spese, per il Comune che avrebbe potuto fruire degli spazi.
Come sempre, serve un’idea di Città, non basta acchiappare qualche finanziamento che poi resta abbandonato a sé stesso perché non è parte di un progetto di riqualificazione complessivo.

Attualmente non c’è un bando, non c’è un finanziamento, non c’è un progetto per la realizzazione di una fogna nera sul territorio. Il vecchissimo tratto di fogna che c’è non è adeguato e non è assolutamente vero che ci sia un collaudo.
La documentazione sbandierata dai palchi in campagna elettorale ad oggi non esiste perché un collaudo, cioè una messa in funzione, non c’è!
Ad ogni modo, anche quel tratto di fognatura va adeguato, ma resta inteso che copre al massimo il 30% del territorio. Anche qui zero visione per un servizio essenziale: siamo tra i pochissimi comuni in Italia a cui manca la copertura del sistema fognario, presente nel 99.5% del territorio nazionale, contrariamente anche a quanto previsto dall’Unione Europea.
Io non vedo, purtroppo, della vera politica, con la P maiuscola nel nostro comune. Non vedo amministratori al servizio della comunità in maggioranza e questo è sconfortante. Non rintraccio una visione chiara e lungimirante, una progettazione che dia ampio respiro. Cos’è la politica se non la messa a servizio delle migliori energie a disposizione?
Da 1 a 10 che voto dà oggi all’Amministrazione Rizzo?
Non classificato. Anche per avere “impreparato” bisogna quantomeno essere presenti.
Per le elezioni del 2027 nella precedente intervista Marco Crespino, ex consigliere di Rizzo dimessosi da ogni incarico poco dopo la sua elezione per diversità di vedute con la sua stessa maggioranza, si è dichiarato disponibile, a certe condizioni, a valutare eventuali richieste di candidatura a sindaco. Antonio Ermenegildo Renna nella prima intervista non si è scomposto più di tanto. Lei invece può dare una risposta più determinata? Pensa di essere ancora disponibile a guidare e rappresentare una Lista nelle Elezioni comunali del 2027? Con quali alleanze?
Non credo certo sia una volontà di scomporsi o meno, una candidatura a sindaco nasce da una scelta corale che è l’unica scelta vincente. Noi non abbiamo “sponsor” alle spalle, solo il gruppo. Un gruppo fatto da persone preparate, serie, perbene, che si confrontano su tutti i temi che poi io e Walter Spennato portiamo in Consiglio Comunale. È il gruppo che conta, non il singolo.
Questo è una grandissima fortuna perché a volte si può perdere lucidità: avere intorno persone che non sono yes-man e ti riportano alla realtà è un lusso che non tutti possono permettersi, noi sì.
Io posso dire che sono e sarò sempre al servizio della comunità: da candidato sindaco, da candidato consigliere, da non candidato.
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