Da secoli il territorio Salentino si fa onore con la sua lunga storia, documentata da numerosi castelli, palazzi, mura e torri. Alcuni si presentano ancora oggi con atteggiamento “imperioso” e in ottime condizioni.
Sparsi sulle provincie di Lecce, Taranto e Brindisi, questi castelli sono la prova di storie caratterizzate da guerre, saccheggi e tirannie, riportandoci ai tempi dei Normanni, degli Svevi, degli Angioini , degli Aragonesi e di nobili famiglie.
Tuffarsi in queste bellezze, ci permette di toccare con mano storie di un territorio antico che supera i confini cronologici del Medioevo, legato alla presenza di vicende storiche della comunità ebraica salentina e dell’esperienza culturale italo-greca.
Una figura di spicco salentina, che ha contribuito alla costruzione e alla fortificazione di alcuni castelli è Gian Giacomo dell’Acaya, architettoUn architetto è un professionista specializzato nella progettazione e realizzazione di edifici e spazi urbani. L’architetto si occupa di creare progetti che soddisfino le esigenze estetiche, funzionali e strutturali di un edificio, coordinando e supervisionando il lavoro di ingegneri, geometri e altre figure professionali coinvolte nella realizzazione di un progetto architettonico. rinascimentale che si distinse per le sue doti matematiche ed architettoniche tanto che venne nominato “Ingegnere Generale del Regno”.
Fu al servizio di Carlo V dimostrandogli fedeltà quando oppose resistenza, nel 1528, all’avanzata francese in Terra d’Otranto. Nel 1537, venne incaricato dal viceré di Napoli, Don Pedro de Toledo, preoccupato dalle incursioni ottomane nel Salento, di fortificare le coste.
Egli costruì quindi il castello e le mura di Castro, la fortezza di Barletta e le opere fortificate di Copertino, Galatina, Gallipoli, Molfetta, Mola e Parabita.
Tre anni più tardi, nel 1539, Gian Giacomo fu incaricato di ricostruire della cinta muraria e del castello di Lecce che ancora oggi si possono ammirare.







