Il 22 Aprile 2025 abbiamo pianto la morte di DONATO METALLO, 44 anni, già sindaco di Racale dal 2012 al 2020, oggi Consigliere Regionale, sconfitto da una lunga malattia.
Gli echi della vicenda hanno superato oltremodo i confini provinciali e regionali. Dei suoi ultimi anni di vita, delle vicissitudini della malattia, delle speranze e delusioni, ne hanno abbondantemente parlato per giorni stampa e Tv, facendo scoprire anche molti aspetti poco conosciuti della sua vita privata.
Per esempio la sua speciale relazione sentimentale con ALESSANDRA CAIULO – una delle voci più importanti della Notte della Taranta – dalla quale ha avuto appena dieci mesi fa il figlio PIETRO.
Alessandra, ovviamente, negli ultimi tempi ha condiviso con Donato la medesima “via crucis”, fatta di speranze, angosce, terrore, coraggio, fiducia dopo il trapianto, sconforto e quant’altro si può ben immaginare.
Noi abbiamo già dato/espresso tutta la solidarietà e la vicinanza di questo mondo a lei, ai genitori di Donato e ai familiari tutti.
Ma dopo aver letto la triste Lettera che qualche giorno fa Alessandra ha scritto al suo compagno (“Ora sei libero amore… ora sono qui in una bolla sospesa, che non sa né di cielo né di terra, e mi chiedo quale sia il senso di tutto questo…”), abbiamo ritenuto opportuno ri-pubblicare (senza foto) una bella intervista che la stessa Caiulo rilasciò dieci anni fà al nostro giornale “PROGETTO SALENTO”.
Naturalmente questo “omaggio” alla persona – e non all’artista – non allevierà per nulla e per nessuno le ferite aperte, nè il dramma e il dolore che Alessandra vive e vivrà quotidianamente. Ma crediamo possa contribuire a chi legge di “scoprire” e capire meglio “la persona” e le sue radici familiari, la donna che con Donato Metallo ha condiviso una sia pur breve esperienza di vita e che lo ha incoraggiato e confortato standogli accanto fino all’ultimo respiro. (G.C.)
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UNO STRALCIO DELL’INTERVISTA DEL 2015
Alessandra, a che età ha iniziato a cantare e quale circostanza l’ha avvicinata alla pizzica? Chi ha scoperto la sua “voce” e il suo talento?
Tutto è iniziato all’età di sei anni quando mio padre mi iscrisse alle selezioni dello Zecchino d’oro per la scelta delle voci che avrebbero composto il Coro di Mariele Ventre (che vergogna!).
Inutile dire che non andò bene, arrivai seconda, ma il maestro che mi esaminò disse ai miei genitori che durante l’audizione aveva confuso canzone e che io avevo istintivamente adattato il testo alla nuova melodia. “Questa ragazza ha orecchio” disse, lo ricordo come se fosse ieri. Tutto ha avuto inizio, più o meno, da quel momento in poi.
Ma la fortuna più grande in questo viaggio sono stati i miei genitori che il sogno della musica me l’hanno messo in mano, che ci hanno creduto anche quando io non avevo la forza di farlo. Solidi, costanti e appassionati. Sono loro che mi hanno insegnato l’amore verso i suoni e le parole della mia terra. La musica tradizionale, per rispondere alla vostra domanda, è entrata a far parte della mia vita all’età di 16 anni!
Qual’era il suo sogno da piccola?
Il sogno dei piccoli è diventare presto grandi. Il sogno dei grandi è ritornare un po’ bambini. Da mamma ho imparato a riconoscere l’importanza del “qui e ora”, e ho smesso di desiderare quello che non ho perché il mio tutto, ormai, ce l’ho.
Lei ha una splendida e inconfondibile voce. Quali sono i suoi obiettivi per il prossimo futuro?
Innanzitutto Grazie! Quello che dite mi lusinga e mi fa pensare che quello che provo quando canto arriva, che chi ascolta si emoziona come me, con me.
Per quanto riguarda il futuro io credo che sia fondamentalmente una scommessa e una promessa. La mia promessa è che ce la metterò tutta per dimostrare più gratitudine alla vita che mi ha dato questo dono così prezioso. La scommessa la rimandiamo, ve la dico se la vinco…!!
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(Intervista a cura di Giuliano Ciriolo pubblicata sulla rivista “Progetto Salento”, 2015 Anno VIII n. 37)






