Alessandra Caiulo, impeccabile solista dell’Orchestra “Notte della Taranta”, con la sua splendida voce l’altra sera ha incantato quanti hanno seguito il Concertone di Melpignano trasmesso in diretta su Raitre.
Caiulo è riuscita anche a elevare la qualità di uno spettacolo che a molti quest’anno è apparso carente nei ritmi e nei suoni più importanti e tradizionali della pizzica salentina, in primis i tamburelli.
Ma Alessandra ha fatto di più. Alla fine del bellissimo brano “LA FURTUNA” dedicato a quanti rischiano la vita attraversando il mare in cerca di pace e/o lavoro, ha lanciato un appello – probabilmente già programmato dalla regia o dalla direzione artistica – a favore di GAZA e di quanti in quella striscia muoiono di fame a causa della guerra.
E’ stato senza dubbio un appello fatto sul piano umano, ma anche una precisa denuncia politica, tant’è che non tutti hanno commentato a favore dell’iniziativa.
Dal Web abbiamo scelto, per la circostanza, due posizioni, due commenti che danno bene l’idea della diversità di valutazioni che ne sono seguite.
Ieri sera, davanti a 150.000 persone e in diretta su Rai3, è accaduto un fatto bellissimo, emozionante.
Durante la Notte della Taranta, la mia amica Alessandra Caiulo ha cantato “La furtuna”, un brano profondo, toccante, che parla di chi attraversa il mare in cerca di speranza, di un futuro migliore, ma che invece trova la morte.
Sarebbe bastato questo.
Ma poi Alessandra ha fatto una cosa ancora più potente: ha rotto il silenzio. Con una dedica che è un grido politico e umano:
“Fortuna è avere un domani.
A Gaza, i bambini un domani non ce l’hanno.
Gaza è un pianto che non si asciuga, un campo senza mani, una scuola senza bambini.
In questo pianto ci anneghiamo tutti.
Salviamo Gaza!”
Alessandra ha avuto la sensibilità di usare il palco più popolare del Sud per i bambini palestinesi.
Perché chi la conosce sa che dietro quella voce straordinaria c’è una donna libera, forte, che conosce la bellezza e conosce il dolore.
E allora grazie, Alessandra.
Perché in un mondo che tenta di renderci ciechi e cinici, tu hai scelto di non voltarti dall’altra parte.
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