Chi oggi si reca sulla Collina della Madonna dell’Alto riceve un’immagine abbastanza desolante del piazzale e dell’ampia area collinare che circonda la millenaria chiesetta rupestre di origine basiliana.
Con i recenti lavori di “restauro” della chiesetta – che dovrebbero essere terminati – è stata portata alla luce, a una ventina di metri lontano dall’edificio sacro, una fossa, un vano ipogeo con delle gradinate.

Molti la chiamano “vecchia cisterna” interrata.
Da mesi questa cavità si presenta a cielo aperto, circondata malamente da una rete rossa che tuttavia non impedisce il passaggio all’interno della recinzione, con i relativi rischi e pericoli in termini di incolumità per le persone che è facile immaginare e temere.
Se non la si vuole “tutelare” – soprintendenza permettendo – per mancanza di particolari requisiti “storici”, sarebbe meglio chiuderla per ragioni di sicurezza e di impatto ambientale.
A pochi metri da questa “piccola-grande buca” spicca la vergogna del vecchio “OSPIZIO PER ANZIANI E INVALIDI”, oggi ridotto a una carcassa edilizia.

E’ lì da decenni senza mai essere in qualche modo ristrutturato e utilizzato. Per le condizioni in cui si trova – un rudere – in realtà andrebbe meglio abbattuto, rimosso, restituendo un grande spazio verde attrezzato, per esempio, a bambini e loro famiglie, residenti e non.
E anche il più recente edificio ad esso adiacente denominato “CICLO HOTEL”rischia di fare la stessa fine dell’ospizio, tenuto conto che gli alberi di fico se lasciati liberamente crescere negli anni (nonostante ripetute e documentate segnalazioni da parte del sottoscritto e non solo), non perdonano.

Per cui quello che dovrebbe essere un sito storico-archeologico-religioso- ambientale di prestigio, e come tale trattato con i “guanti bianchi” da tutti noi, in realtà dà al visitatore l’idea di un paesaggio collinare gravemente offeso dall’opera umana, un brutto biglietto da visita, a parte i panorami naturali mozzafiato e la stessa chiesetta della Madonna naturalmente.

Infine, segnaliamo ancora una volta che le uniche due frecce direzionali con la scritta “SANTUARIO”, lungo il tragitto che porta alla chiesetta, vanno al più presto ricollocate correttamente, vanno sistemate bene, poiché se un forestiero dovesse seguire l’attuale loro orientamento, al SANTUARIO non ci arriverebbe mai!
(G.C.)
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