Beato chi non si aspetta gratitudine, perché non resterà deluso !! _________________________

Del Centro Storico di Felline e in particolare della questione “Castello pubblico-privato”, intesi entrambi come possibili fattori di sviluppo per l’intero Comune, me ne sto occupando in diversi modi e in maniera non occasionale – parlo per me evidentemente – da ormai una decina d’anni.
A partire dal 2017 ho utilizzato per l’argomento anche i social, la rete, che mi hanno consentito di avere un confronto aperto con un nutrito gruppo di persone sulle migliori strategie da adottare per un possibile auspicabile decollo.
Sorvolo su tanti aspetti, su tanti particolari, su tante polemiche, sulle tante energie spese, specie dopo la costituzione e direzione da parte mia dell’Associazione “PRO FELLINE” – regolarmente iscritta all’Albo Comunale delle Associazioni – che pure in soli tre anni ha potuto mettere al suo attivo e a proprie spese alcuni significativi contributi a favore del territorio e del Castello Baronale (ma anche su questo, almeno per il momento, diciamo così, soprassediamo).
Mi limito a ricordare a chi legge che nel periodo 2017-2021 su queste tematiche si è sviluppato a Felline un utile e vivace confronto di idee tra cittadini.
Ma l’incloncludenza e la fumosità delle risposte da parte del sindaco, la sua strategia sorniona cinicamente adottata del continuo rinvio, ha praticamente tagliato le gambe a tutti (!!), facendo di fatto morire in loco ogni entusiasmo/impegno individuale e “collettivo”.
Rimaneva in piedi solo la speranza che un piccolo contributo a fondo perduto riconosciuto nell’anno 2000 dal GAL S.M. di Leuca a favore del comune, fosse in breve tempo ‘cantierizzato’ per almeno tappare i buchi più vistosi sul tetto dell’edificio, per sistemare o sostituire porte e finestre, per pitturare le pareti interne piene di umidità e muffa, e quant’altro.
Parliamo in buona sostanza della manutenzione straordinaria di quattro grandi sale di proprietà comunale poste al primo piano, quelle che si affacciano lungo tutto il giardino del Castello, locali e spazi un tempo ormai lontano gestiti dalle suore.
Si trattava di un contributo di 135.000 euro che sommati ad altri 92.000 a carico del Comune, portavano ad un investimento complessivo pari a 227.000 euro finalizzato ai lavori di manutenzione straordinaria sopra accennati e all’allestimento di un MUSEO e di una BIBLIOTECA multimediale destinati a esigenze e scopi turistico/culturali.
Nonostante la disponibilità, sin dal 2020, dei 135.000 euro a fondo perduto, i lavori sono iniziati solo nel 2025 in seguito a una allarmata “nota” del dirigente IV settore (siamo a Ottobre-Novembre del 2024, nota prot. 6048) con la quale si comunicava al sindaco – pena la restituzione del contributo ? – la necessità “URGENTE” di reperire con la Cassa Depositi e Prestiti i 92.000 euro di cofinanziamento previsti.
Terminati i lavori a fine 2025, ci si aspettava che non essendo mai stato illustrato ALLA CITTADINANZA il Progetto, ciò sarebbe avvenuto almeno alla fine degli interventi, quindi all’inizio del 2026.
Invece no ! Sono state altre le “preoccupazioni” del sindaco !!
Prima ancora di realizzare concretamente sia pure lo scheletro del Museo e della Biblioteca, e senza mai rendere pubblico e trasparente – ripetiamo – il disegno complessivo dell’Amministrazione in merito, con comportamento sornione, diciamo “aumma aumma”, ha individuato e “selezionato” due soggetti di sua fiducia a cui affidare gratuitamente, per un periodo di 10 anni, le quattro grandi sale del Castello appena rimesse a nuovo, per la “gestione” operativa del Museo e della Biblioteca dei quali – pensate un pò – ancora non c’è traccia !!
Tale procedura, anche se “tollerata” dalla legge sotto l’aspetto amministrativo/burocratico (?), dal punto di vista politico e della trasparenza è invece completamente anomala e strampalata, e rischia di creare, presto o tardi, soprattutto nella Frazione, malumori, polemiche e divisioni.
Perché il sindaco non ha reso pubblico l’invito a presentare candidature o “manifestazioni di interesse” a TUTTI i soggetti, singoli o associati, tra i residenti ad Alliste e Felline, interessati alla gestione del Museo/Biblioteca?
Se i lavori sono terminati e quella parte di Castello è già fruibile al pubblico, perché non si è consentito e tuttora non si consente l’accesso in modo che TUTTI possano rendersi meglio conto di come e del perché siano stati investiti 227.000 euro, di cui 92.000 presi attraverso un Mutuo a carico di TUTTA la Comunità?
Qual è il “PIANO OPERATIVO” che dovrebbe portare alla realizzazione del MUSEO e della BIBLIOTECA MULTIMEDIALE?
In particolare che tipo di Museo e di Biblioteca intende realizzare questa amministrazione, e con quali risorse e “materie prime” di base?
Quante di quelle sale ristrutturate saranno effettivamente messe a disposizione dell’allestimento museale e della biblioteca multimediale oggetto del contributo pubblico ricevuto?
Sono tutte domande, queste, che avrebbero avuto bisogno di un chiarimento e di un confronto pubblico ancor prima dell’inizio dei lavori !!
Ora siamo giunti a un bivio: prendere o lasciare, che ricorda un po’ quel “piaccia o non piaccia” di rizziana memoria a proposito dei lavori di qualche anno fa al Canale di Torre Sinfonò… (e anche qui boccaccia mia statte zitta…!!).
Non è così che si amministra la cosa pubblica; questi comportamenti di fatto e inevitabilmente creano discriminazioni per alcuni e privilegi per altri, e lanciano messaggi culturali devastanti soprattutto tra le nuove generazioni che tutti diciamo di avere a cuore !!
Non si possono tenere i cittadini all’oscuro di tutto e metterli poi di fronte al fatto compiuto!!
Qui non parliamo di una “cosetta” marginale, di qualcosa su cui non vale la pena insistere molto, di qualcosa dove l’ aumma aumma può essere tollerato anche da noi, oltre che dalla legge. Al contrario, qui si sta affidando a PRIVATI, a titolo GRATUITO e per ben DIECI anni, la disponibilità di buona parte (!!) dell’intera proprietà comunale del Castello e, sotto certi aspetti, la più significativa!
Per questo mi permetto di fare appello alla “cittadinanza attiva” di Alliste e Felline, agli stessi consiglieri di maggioranza, almeno quelli con maggiore autonomia di giudizio, ai due gruppi di opposizione in Consiglio Comunale, alle Associazioni di volontariato più sensibili al tema, di prendere in mano la situazione per cercare di convincere il “manovratore” a tornare sui suoi passi e dare uno sbocco positivo al problema nell’interesse di TUTTA la collettività.
Del resto, delle due parti “selezionate” e chiamate dal sindaco a gestire il Progetto, ad oggi solo una ha firmato la Convenzione con il Comune. L’altra, ossia la Pro Loco, no !
Ulteriore circostanza, questa, che andrebbe a confermare la grave anomalia – fermiamoci qui – nella procedura adottata dall’Amministrazione comunale.
Abbiamo atteso cinque anni per realizzare i lavori; possiamo attendere uno-due mesi per chiarirci bene le idee anzichè partire alla carlona?
GIULIANO CIRIOLO
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