Buongiorno a tutti, mi chiamo Osvaldo Ferilli.
Sono un cittadino di Alliste e, orgogliosamente, un italiano che ha vissuto per 40 anni all’estero.
Scrivo perché sento il bisogno di condividere un punto di vista maturato con la distanza, ma alimentato da un legame mai spezzato con le mie radici.
Quasi cinquant’anni fa sono scappato da questo paese con molta amarezza, abbandonando famiglia e amici per cercare altrove ciò che qui non potevo trovare: giustizia, rispetto e un lavoro che non fosse sfruttamento.
All’estero, insieme a milioni di altri migranti, abbiamo portato alta la bandiera del Made in Italy, esportando con fierezza la nostra cultura, il cibo e la moda. Abbiamo lavorato duramente, anche 18 ore al giorno, per mantenere il successo raggiunto.
Tornavo ad Alliste 2 o 3 volte l’anno, investendo i miei risparmi qui, costruendo casa e dando lavoro alle maestranze locali. Eppure, la ricompensa è stata un sistema fiscale che sembra punire chi investe:
• Tassazione insostenibile: il Comune mi faceva pagare circa 2.000€ l’anno di IMU (come seconda e terza casa) e quasi 900€ l’anno di spazzatura, nonostante vivessi all’estero e la casa restasse chiusa per gran parte del tempo.
Pagavo regolarmente, ma a fronte di quali servizi?
• Decoro urbano inesistente: un campo di calcetto in cemento costruito tra le case senza regole né orari, strade che sembrano crateri lunari e marciapiedi dove l’erba è diventata un bosco.
• Infrastrutture fantasma: l’eco-centro in costruzione “da prima della storia”, fogne che sembrano un optional di lusso, piazze distrutte e biblioteche chiuse.
• Spreco di risorse: un terzo asilo nido in costruzione per pochissime nascite nel 2025. Davvero pensiamo che basti il cemento per fermare la fuga dei giovani?
Ma il problema più grave è l’assenteismo e l’indifferenza di questa amministrazione !!
Mi rivolgo direttamente al Sindaco Renato Rizzo: quando ha deciso di candidarsi, era consapevole della responsabilità che si assumeva verso i cittadini? Il patto con la comunità prevede di lavorare per il benessere comune, non di gestire la cosa pubblica con l’incertezza di chi “molla e riprende” la carica come se fosse un gioco.
Assistere a dimissioni ritirate dopo pochi giorni, mentre il paese affonda, è uno spettacolo che definirei una “PAGLIACCIATA” ! Mi chiedo: dov’è l’autostima di un primo cittadino che agisce così? E soprattutto, perché noi cittadini permettiamo che tutto questo ci scivoli addosso nel silenzio?
Non concepisco il concetto di “parlare all’ombra”lasciando credere che tutto vada bene.
Le buche sulle strade sono solo l’ultimo dei nostri problemi; il vero cancro è l’indifferenza!
Invito i cittadini e l’amministrazione a farsi quattro domande e a darsi una risposta sincera, senza autoinganni. Alliste merita di meglio.
OSVALDO FERILLI