Quello che da anni sta accadendo in Italia e’ il continuo smantellamento delle maggiori, e gia’ gloriose, industrie per essere delocalizzate in altri paesi con gravi danni per l’occupazione, per la perdita economica e per la dissipazione delle tecnologie maturate in anni di ricerca.
Emblematico il caso STELLANTIS, soc nata dalla fusione tra la italo-americana FCA- FIAT CHRYSLER AUTOMOBILES e la francese PSA-PEUGEOT che di fatto guida il gruppo anche se John ELKANN, nipote di Gianni AGNELLI, ne e’ il presidente.

In breve, il nostro “traditore”, ha chiuso la gran parte dei stabilimenti italiani trasferiti poi in altri paesi, anche extra EU, come Serbia, Marocco, Polonia, Brasile, Cina, Messico ed America sminuendo l’importanza dei gloriosi marchi come Fiat Alfa Romeo, Lancia, Maserati e potenziando i marchi francesi e tedeschi come Peugeot, Citroen, Ds, Opel.
L’aspetto piu’ ignobile e’ quello di aver decimato il numero di lavoratori, impiegati e dirigenti italiani che negli anni avevano riportato in auge l’ex travagliato gruppo FIAT Iveco e soc collegate. Quello che piu’ lascia indignati e’ il silenzio imbarazzante dei sindacati, oltre alla posizione pilatesca dei governi passati e di sinistra, come del governo di centrodestra di oggi. Lo smembranento della ex Fiat non e’ l’unico: sono migliaia le aziende delocalizzate, chiuse, vendute, fallite.
Uno vero scenario APOCALITTICO. Ci sono tante imprese ostinate che resistono, ma vengono cosi’ bistrattate da spingere gli imprenditori a passare la mano, a vendere o a chiudere.
Questo e’ principalmente dovuto alla scarsa considerazione riservata alle aziende stesse ritenute, a torto, come organizzazioni dedite allo sfruttamento. Solita lotta tra classi di “marxsistica” memoria.
In periodi incerti come quello che stiamo vivendo, tra guerre, minaccia dazi e protezionismi, l’unica cosa da fare sarebbe quella di una condivisione delle responsabilita’ per rafforzare produzione e conseguente reddito per la Nazione.
Il lavoro non si crea con decreti ma con l’impresa fatta all’unisono da tutti quelli che ci lavorano. Stessa cosa per la remunerazione dei lavoratori e del capitale investito.
Tutto il resto e’ solo demagogia ed utopia !!
TOMMASO BRUNO Titolare della GESCO S.r.l. di Melissano






