Al temine della seconda Guerra mondiale con l’affermarsi del proletariato e con il concludersi dell’era dei latifondisti segnato dalla Riforma Agraria del 1950, il Salento vede ancora le sue terre in mano a pochi signori terrieri che opprimono il popolo condannandoli ad una condizione sociale di fame e miseria.

Ma il ceto contadino, presa coscienza della propria consistenza e influenza, non tarderà a dare la sua risposta per affermare i propri diritti.
E’ in questo contesto “rivoluzionario” che si farà spazio la parola di Dio in maniera del tutto inaspettata e inimmaginabile, avvalorando ancora una volta la tesi secondo cui “le vie del Signore sono infinite”, e anche se semplici gli strumenti, grandi saranno le opere.

Quest’esodo verso la “terra promessa” vedrà la presenza di straordinarie personalità dagli inconfondibili tratti salentini che ancora una volta esalteranno e renderanno protagonista la bellezza della comunità, di una comunità che si scuote di dosso l’immobilismo sociale che la caratterizza invitando lo spettatore ad agire.
GIOVANNI PIZZOLANTE
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