
Frattura insanabile ormai tra il sindaco Giuseppe TANISI e la sua maggioranza al Comune di Taviano. Nove consiglieri, sei di maggioranza e tre di opposizione lo hanno sfiduciato rassegnando formalmente le dimissioni.
L’agonia dell’amministrazione Tanisi iniziata un paio di mesi fa si avvia dunque verso la fine anticipata con il conseguente arrivo in paese di un COMMISSARIO PREFETTIZIO.
I dimissionari facenti parte della vecchia maggioranza sono CALZOLARO VIVIANA ANNA, STEFANO MARCO, SANTACROCE GERMANO, BURLIZZI SABRINA, PICCINNO STEFANO e FONSECA GIANNI. A questi si sono aggiunti (dalle fila dell’opposizione) i consiglieri PALAMA’ Biagio Salvatore, PORTACCIO Carlo Deodato e MENELEO Daniele.
I sei dimissionari della maggioranza già nei giorni scorsi avevano costituito il nuovo Gruppo consiliare “PER LA CITTA’”.
Prima della crisi definitiva il sindaco aveva tentato in extremis di ricomporre una nuova Giunta con due assessori esterni e rimodulazione delle deleghe “per affrontare le emergenze di fine anno ed evitare l’onta di un commissariamento che la città non ha mai conosciuto e che sarebbe un atto di scelleratezza. E anche per non tradire il voto di fiducia degli elettori e tenere fede ad un impegno morale assunto con i tavianesi”.
Ma l’appello di Tanisi per un PATTO DI FINE CONSILIATURA non è stato accolto. In particolare il gruppo dimissionario “Per la Città” gli rinfaccia di aver tentato di “promettere assessorati a destra e sinistra alle altre forze politiche presenti in Consiglio Comunale, insinuando in giro che i suoi ritardi e le disfunzioni amministrative siano colpa di chi si è necessariamente fermato. La situazione di crisi determinatasi è la conseguenza finale, non la causa dei problemi reali da noi sollevati da tempo. La nomina di una nuova giunta con due assessori esterni (senza potere di voto in Consiglio) e che avrebbe operato in un contesto di minoranza, è stato l’ennesimo e per fortuna ultimo tentativo del sindaco di provare a tenersi aggrappato alle leve di comando attraverso un’operazione puramente di facciata. Chi intende ripresentarsi per la quinta volta per quella carica, è incapace di creare CLASSE DIRIGENTE perché non riconosce il VALORE DELLE PERSONE che lo circondano e le considera solo utili ai propri successi”.






