Bar e distributore di carburanti a Melissano, poi la chiusura dell’attività e il peso insostenibile delle somme da versare ai creditori. Il giudice riconosce il merito della ricorrente e annulla l’intero importo
Debiti per circa 105mila euro azzerati con un decreto.
È la storia di una donna di 44 anni residente a Ugento che, dopo il fallimento della propria attività imprenditoriale, ha ottenuto dal Tribunale di Lecce l’esdebitazione prevista dall’articolo 283 del codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, la cosiddetta esdebitazione dell’incapiente, senza alcun pagamento ai creditori.
A firmare il provvedimento, il 5 maggio scorso, è stato il giudice delegato della terza sezione civile Antonio Barbetta.
La storia
L’indebitamento derivava dalla gestione di un bar e di un impianto di rifornimento carburanti a Melissano, un’attività rivelatasi economicamente insostenibile. Dopo la chiusura dell’impresa, la donna si è ritrovata senza beni immobili né beni mobili, e con un reddito di circa 950 euro mensili da un contratto di lavoro a tempo determinato presso una lavanderia industriale.
A supportarla nella procedura, gli avvocati Francesco Giannuzzi Daniele e Ivan Paladini, insieme all’Organismo di composizione della crisi di Casarano, nella persona del gestore della crisi Massimo Legittimo, che hanno curato la ricostruzione della situazione economica e patrimoniale della ricorrente e la predisposizione della documentazione richiesta dalla legge.
Dalla relazione dell’Organismo e dagli atti depositati è emerso che la debitrice versava in una condizione reale di sovraindebitamento e che non disponeva di alcuna risorsa — né attuale né prospettica — da destinare ai creditori. Il Tribunale ha riconosciuto la piena meritevolezza della ricorrente: i debiti non erano stati contratti per spese voluttuarie, ma erano la diretta conseguenza di un’attività imprenditoriale che non ha retto. Nessun atto in frode ai creditori, nessun comportamento doloso o gravemente colposo, nessun ricorso negli ultimi cinque anni ad altre procedure di composizione della crisi.
Con il decreto del giudice, tutti i debiti sono stati cancellati. La donna dovrà ora comunicare annualmente, per i prossimi tre anni, eventuali sopravvenienze reddituali rilevanti: in caso contrario, il beneficio potrà essere revocato.
FONTE / LeccePrima
______________________






