LA FASCIA TRICOLORE E’ UNA COSA SERIA !!
Sabato 17 ottobre, a Felline, per le celebrazioni di Sant’Antonio di Padova e Santa Deodata, Taviano era rappresentata da un consigliere eletto nel gruppo di minoranza, poi dichiaratosi indipendente e costituitosi in gruppo autonomo.
Indossava la fascia tricolore!!
La questione di oggi è, quindi, la fascia, la fascia tricolore che è il distintivo del Sindaco e rende visibili le funzioni che egli esercita e la città che rappresenta.
Una città ha tanti cittadini ma ha un “primo cittadino”, il Sindaco, primus inter pares. Le sue funzioni, le sue responsabilità e le sue prerogative trovano nella fascia tricolore la loro rappresentazione più immediata.
Quando mio fratello venne a mancare, il Sindaco venne a rendergli omaggio e consegnò ai suoi figli la fascia tricolore che Ezio, che era stato Sindaco di Taviano per un breve periodo, avevo indossato nelle occasioni ufficiali. Apprezzai molto quel gesto, che è certo un dovere istituzionale, ma non un gesto scontato. In quel momento non era soltanto una persona che rendeva omaggio a un’altra persona, era la città che, attraverso il proprio Sindaco e attraverso quella fascia, salutava chi ne era stato il primo cittadino e gli diceva, ancora una volta, che riconosceva il servizio che aveva reso alla comunità.
Ecco che cos’è la fascia tricolore.
Sabato scorso, dicevamo, quella stessa “fascia” era indossata da un consigliere comunale che rappresentava in tal forma l’intera nostra comunità.
Dov’è il problema?
Il problema è che quella fascia non appartiene al Sindaco e il Sindaco non può disporne come se fosse una cosa propria, non può chiamare qualcuno e dirgli, vieni, oggi la fascia la indossi tu.
La fascia rappresenta la funzione del Sindaco, non la sua persona, e può essere indossata da chi quella funzione esercita realmente secondo la legge e secondo lo Statuto.
L’articolo 50 del Testo unico degli enti locali stabilisce che la fascia tricolore, con lo stemma della Repubblica e quello del Comune, è il distintivo del Sindaco, lo Statuto del Comune di Taviano stabilisce che, in caso di assenza o impedimento del Sindaco, le sue funzioni sono esercitate dal Vicesindaco e, in caso di contemporanea assenza o impedimento di entrambi, dall’assessore anziano, non da un consigliere scelto per l’occasione, non da un assessore qualsiasi, non da chiunque il Sindaco ritenga di incaricare.
Il Sindaco può certamente delegare una persona a partecipare a una manifestazione e a portare il saluto dell’Amministrazione, ma quella persona rimane un delegato, non diventa Sindaco, non ne assume le funzioni e non può indossarne il distintivo.
Si può delegare una presenza, non la funzione, si può affidare una rappresentanza occasionale, non la fascia tricolore.
Neppure un regolamento comunale potrebbe attribuire al Sindaco la facoltà di consegnare la fascia a un quisque de populo, perché un regolamento non può modificare la legge né trasformare il distintivo del Sindaco in un simbolo liberamente trasferibile, il Comune potrebbe eventualmente prevedere un proprio diverso segno di rappresentanza, ma non potrebbe snaturare la fascia tricolore, che la legge collega direttamente alla funzione sindacale.
E non è neppure la prima volta, era già accaduto che altri assessori, senza essere Vicesindaco e senza esercitare le funzioni del Sindaco nei casi previsti dallo Statuto, fossero inviati a rappresentare il Comune indossando la fascia tricolore. In quei casi si è lasciato correre, forse pensando che si trattasse soltanto di una leggerezza, di una di quelle cose sulle quali non vale la pena soffermarsi, ma quando la leggerezza si ripete diventa metodo e allora conviene dirlo chiaramente.
C’è poi il dato politico, che non sostituisce quello istituzionale ma lo rende ancora più incomprensibile: anche se fosse stato possibile affidare la fascia a un consigliere qualsiasi, e non lo è, rimarrebbe da comprendere la scelta di consegnare il simbolo della funzione sindacale a un consigliere eletto nella minoranza, oggi appartenente a un gruppo autonomo e non espressione della maggioranza che sostiene il Sindaco e governa la città.
Qualcuno continuerà a dire che è una stupidaggine, ma non lo è, perché la fascia tricolore rappresenta la democrazia, le istituzioni e il principio di legalità. I simboli non sono semplici ornamenti, ma racchiudono l’identità e la dignità di una comunità, tanto è vero che, quando nella storia si è voluto umiliare o cancellare un popolo, un’associazione o una città, si è cominciato proprio dalla rimozione dei suoi simboli. Non è cosa da poco la fascia, considerarla tale significa mostrare insensibilità verso ciò che essa rappresenta e, in definitiva, verso la stessa legalità.
E allora il richiamo deve essere rivolto a tutti i consiglieri comunali, di maggioranza e di minoranza, ai gruppi, ai movimenti politici, se ve ne sono, a tutta la politica cittadina: davanti al rispetto delle istituzioni non possono esserci appartenenze, convenienze o silenzi, la politica dovrebbe essere la prima a dire con chiarezza che le istituzioni non sono proprietà di nessuno, che le regole non si piegano alle esigenze del momento e che la democrazia va rispettata sempre, anche nei gesti che possono sembrare più piccoli.
Non aspettino vent’anni per comprendere ciò che è già evidente oggi.
ANTONIO PASCA
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