SE SOLO SI ABBANDONASSERO LE SPONDE DEL FIUME
di ANTONIO ERMENEGILDO RENNA
A 40/50 giorni dalla data ultima per la presentazione delle liste per le elezioni regionali, cresce nell’elettore il senso di sfiducia nella politica di cui, in verità, è già ampiamente pervasa.

Nel csx tra veti, umilianti no, rinfrescate di memorie e timidi inviti alla “serenità” di renziana memoria, il quadro che se ne ricava è quello di un evidente tentativo di arraffare il tutto, dimenticando però che nel più recente passato al risultato europeo del designato candidato a governatore ebbe a contribuire anche Chi ora viene accantonato perché “inopportuno”.
La stessa “inopportunità” che, in altre e recenti occasioni, non è valsa per Lui senza che nessuno ebbe, però, l’ardire di rimproverargli.
Ma non sono certo le beghe e le faccende che affaccendano il csx che mi appassionano.
Da osservatore esterno collocato sul territorio e da “malato cronico” della politica, ricavo l’impressione di un cdx addirittura non interessato a giocare la partita.
Tutt’al più, la partita che dà l’impressione di voler giocare è quella di piazzare qualche candidato in questa o quell’altra lista, farlo eleggere consigliere, senza alcuna pretesa di contendere la guida regionale!!
Eppure, tanti sarebbero i temi e i problemi irrisolti da portare all’attenzione dei cittadini in questa campagna elettorale e dei quali il popolo pugliese soffre ormai da diverso tempo.
In questo quadro desolante, stucchevole e, direi, irrispettoso per l’elettore, si ricava l’impressione di un abbandono totale del territorio.
Impressione che non è solo dell’elettore comune ma che travaglia anche gli stessi amministratori di appartenenza che non percepiscono più nemmeno l’esile fascio di luce che promanava dalle lanterne dei fari ai quali si era soliti fare riferimento (deputati, senatori, consiglieri regionali, dirigenti di partito).
Non tutti a dire il vero!!! Non manca chi ancora fa del proprio mandato un impegno profuso a beneficio del territorio che rappresenta.
La verità è che probabilmente in questa tornata, più che in altre, da ambo le parti si sta giocando la partita della resa dei conti attendendo che la corrente del fiume faccia vedere scorrere il cadavere.
Con la differenza che mentre nel csx, la consapevolezza di avere in tasca la vittoria rende la partita più interessante se non altro per la spartizione degli assessorati, nomine ed incarichi e suscita qualche stimolo, nel cdx essendo la partita limitata all’elezione a qualche consigliere, la si sta giocando in maniera blanda con il solo impegno e interesse di chi ritiene di avere buone chance di essere eletto.
Ci sono due modi di fare politica: quella con il fioretto, elegante, fatta di frequentazioni di salotti e comparse in convegni e conferenze, e quella con la spada fuori dal fodero, sul territorio al fianco di chi ogni giorno si misura con i problemi reali della gente, di chi non riesce ad unire pranzo e cena, dell’amministratore che ogni giorno si scontra e si cimenta con la burocrazia e alla risoluzione dei problemi del territorio che governa.
Le elezioni, qualunque siano, da sempre creano spirito di squadra, di gruppo, di appartenenza e creano entusiasmo.
Lasciare il campo libero dando l’impressione che non si punta nemmeno ad ottenere l’onore delle armi, oltre che essere irrispettoso e irriguardoso può essere l’inizio della fine.
Sarebbe già tardi, ma per raccogliere quel poco di entusiasmo che a qualche irriducibile ancora resiste, ci si dovrebbe dare una mossa.
Magari abbandonando la sponda del fiume…
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