Non solo ottimo cibo, ma anche solidarietà, gentilezza e un sorriso che trasmette tanta riconoscenza. E la sensazione, rassicurante, di far parte di una grande famiglia.
Nardò, via Luigi Maria Persone’, ore 15.30 : il portone della Mensa Diocesana si apre quotidianamente e un gruppo di volontari inizia il suo servizio. Sono cento i volontari, che si alternano a turno nei vari giorni settimanali.
Questa Mensa della Comunità è gestita dall’associazione “Farsi Solidali”, braccio operativo della Cattedrale di Nardò per le attività sociali.
E’ stata inaugurata nel dicembre 2012 da Mons. Domenico Caliandro. In passato, i pasti venivano preparati nelle case dei volontari e donati alla comunità nei locali di ministero della Cattedrale.
Armati di grembiule, guanti e cuffia bianca, i volontari fanno il Segno della Croce e iniziano il servizio. Si pelano le patate, si mondano a mano i carciofi, si apparecchia la sala, si affetta il pane, donato da attività’ e panetterie del territorio. Una volontaria, con una voce armoniosa e appassionata, intona musica degli anni ‘70, mescolando le uova. La responsabile, attenta e precisa, compila registri e documenti, rispondendo alle telefonate e cercando di venire incontro alle esigenze delle famiglie. L’aiuto cuoca, con gli occhi gentili, si occupa delle frittate da infornare mentre la cuoca spezzetta foglioline di menta, mescolando la zuppa, con tutto l’amore di una nonna, come stesse cucinando a casa sua. Alle 18.30 inizia la distribuzione in sala, e i primi piatti caldi iniziano la loro passerella, serviti a tavola da un volontario dal sorriso contagioso e allegro.
Da gennaio 2013 a marzo 2025 sono stati distribuiti 439.895 pasti (di cui 303.407 agli italiani e 136.425 agli stranieri). Sono 41 le Nazioni degli stranieri che hanno utilizzato questo servizio, i più rappresentati sono Marocco, Tunisia e Albania.
Gli altri volontari si occupano della distribuzione esterna: preparano pacchi e buste da consegnare alle famiglie bisognose. Sono 266 gli utenti che nel 2024 hanno usufruito con regolarità’ della mensa , il 69 per cento è di genere maschile. Il 97 per cento è in possesso di un titolo di studio elementare, mentre il 3 per cento (quasi esclusivamente stranieri) risulta essere analfabeta. Servendo i piatti, non riescono a capire la nostra lingua, ma hanno occhi scuri e lucidi, che sembrano dire “Grazie”.
Alle 19.30 chiude la sala: adesso si devono lavare piatti, padelle, pentoloni e fornelli, disinfettare tutte le superfici e i piani da lavoro . Sono le 20.35 quando si spegne la cappa, si spengono le luci e i volontari chiudono il portone, con la consapevolezza di aver svolto un importante servizio sociale, certi di aver fatto del bene e sicuri che ogni sera, le famiglie bisognose avranno un piatto caldo a tavola.
L’Istat ha calcolato che nel 2024 ci sono stati 13,5 milioni di persone a rischio povertà o esclusione sociale, oltre a chi già vive in povertà. La povertà riguarda sempre di più giovani, donne e stranieri ma, soprattutto, persone che hanno un lavoro. Questo ci dice che il reddito da lavoro non può essere considerato una rete di protezione sufficiente per vivere, soprattutto quando si parla di lavoro precario, sfruttato, irregolare, e grigio/nero.
Da qui l’importanza della Mensa della Caritas di Nardò, e dei tanti volontari che ogni giorno svolgono la loro meritoria opera nel sociale.
VALENTINA MANCA






